Donne Fittipaldi

05/04/2018

by Marco Gemelli

 

Bolgheri in rosa.
Anche l’ultimo Eldorado dell’enologia toscana inizia a tingersi di rosa: a Bolgheri – territorio simbolo della viticoltura di qualità – vivono e lavorano le “ragazze” dell’azienda Donne Fittipaldi, con la missione di creare, annata dopo annata, un vino dalla forte personalità. La tenuta si estende per 46 ettari lungo la strada che collega Castagneto Carducci a Bolgheri, ad un’altitudine di 80-100 metri. Come suggerisce il nome, Donne Fittipaldi è una realtà tutta al femminile. Maria Fittipaldi Menarini, insieme alle quattro figlie Carlotta, Giulia, Serena e Valentina, ha deciso di realizzare un progetto che avesse i tratti del coraggio, dell’intraprendenza, della tenacia, della sensualità e del gusto per la bellezza, tipicamente femminili. “Siamo completamente diverse ma unite – spiega Carlotta, la figlia maggiore – e non c’è competizione tra di noi. Lavoriamo con entusiasmo per custodire un angolo di paradiso e per condividerlo con chi lo saprà apprezzare”. La loro avventura nel mondo dell’enologia inizia nel 2004 con il reimpianto di nove ettari di vigneti intorno al casale La Pineta risalente all’epoca di fine Ottocento e ristrutturato nel ‘92, con l’obiettivo di ottenere un grappolo ideale nel modo più naturale possibile: niente chiarificazioni, solo lieviti indigeni, macerazioni piuttosto lunghe, estrazioni molto gentili. In altre parole, bando a tutte quelle pratiche enologiche, più o meno invasive, che potrebbero alterare la spontaneità di espressione di vitigni come Malbec, Merlot, Petit Verdot, Cabernet Sauvignon e Franc. Il risultato sono vini come “Lady F”, un bianco da uve del raro vitigno autoctono Orpicchio: “Si tratta – spiega l’enologo Emiliano Falsini – di un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato in passato nell’Aretino, di cui per molto tempo si erano perse le tracce. Ad oggi se ne coltivano appena 2 ettari, e Lady F 2015 è il primo Orpicchio in purezza prodotto su larga scala. All’inizio abbiamo provato sia la vinificazione in acciaio sia una piccola partita fermentata in legno. Dopo mesi di assaggi e monitoraggi abbiamo deciso che la scelta migliore fosse un blend fra i due vini. Crediamo che la freschezza della parte vinificata in acciaio sia ben bilanciata dalla leggerissima nota ‘boisé’ e dalla struttura conferita dal breve passaggio in legno. Il vino che ne nasce è un bianco particolare, unico nel panorama toscano: elegante al naso, fine, con note tipiche di salvia, pera e pepe bianco. La bocca è fresca, minerale, con finale quasi salino”. Oggi Donne Fittipaldi produce circa 80mila bottiglie di quattro etichette – Bolgheri Rosso Superiore Doc, Bianco Igt Toscana, Malaroja Igt Toscana (100% Malbec) e Lady F Igt Toscana (100% Orpicchio) – destinate per il 60% ai mercati esteri, in particolare Usa, Australia, Brasile, Svizzera, Danimarca e Repubblica Ceca.