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Sulle colline lucchesi convivono natura e arte

28/06/2018

by Cristina Panigada, ph. Simona Romani, Marco Moscato


Un progetto di Land Art fra le vigne e l’uliveto di Colle di Bordocheo

Nato appena un anno fa, il progetto di Barbara Chelini “Residenza d’Artista” a Colle di Bordocheo sulle colline lucchesi è stato dedicato quest’anno all’arte visiva, e in particolare alla Land Art (detta anche earth art o arte ecologica) che si esprime mediante interventi diretti sul paesaggio naturale, attraverso i quali gli artisti recuperano il legame con la natura, intervenendo su di essa, modificandola e lasciando un marchio personale del loro passaggio. Questo progetto, coordinato da Daniela Gorla, ha visto coinvolti altri cinque artisti: Anna Mainardi, Etta Rossi, Maia Pacifico, Mario Quadraroli e Uberto Gianoli puntando a recuperare e raccogliere la memoria delle antiche tradizioni locali e aprirle ai turisti e alla gente del luogo. “Una volontà di ri-scoprire il paesaggio con occhi contemporanei”, dice Barbara. Lo spazio scelto per le installazioni di questo primo step è stata l’uccelliera ed il suo territorio limitrofo. “Un luogo magico - continua - dove venivamo a giocare da bambini; con l’arrivo della primavera ci sentivamo davvero nel mondo delle fate”. Erano piccole casette in muratura che servivano per catturare i piccoli uccelli che venivano poi venduti al mercato come elementi di richiamo per i cacciatori. Una risorsa economica per i contadini di fine ottocento. E proprio in questo luogo intriso di memoria e particolare magia, tra una vigna, un oliveto e un fitto bosco di bambù, sono state pensate e realizzate le opere del progetto. “Sarebbe bello in futuro creare un sentiero culturale - conclude Barbara -, un percorso per portare un pubblico nuovo e diverso a scoprire il paesaggio collinare tra fattorie, spazi pubblici, ville storiche. Una nuova mappa per scoprire il territorio”. L’inaugurazione è stata anche l’occasione per scoprire alcuni dei prodotti dell’azienda, ormai avviata alla coltivazione biologica e sostenibile. Dieci gli ettari di vigne (sui 30 totali della tenuta) con uve bianche e rosse, autoctone e internazionali, e 1.650 le piante di olivo delle classiche varietà toscane, da sessant’anni di proprietà della famiglia Chelini. In particolare, protagonista della giornata uno dei cinque vini - due rossi, due bianchi, uno da meditazione a tiratura limitata - che nascono dalle vigne del Colle: il Bianco dell’Oca.