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Nicola Gorreri, ´il vignettista gentile´ che illustra il vernacolo pisano

28/06/2018

by Salvatore La Lota di Blasi, ph. Dario Andreoni


Quando la satira si fa arte a Pisa, non può che esprimersi attraverso la mano del vignettista Nicola Gorreri. È “un ragazzo di 50 anni” - a lui piace definirsi così - l’artista pisano che scopre la passione per l’arte sin da bambino quando il babbo lo portava in paese per assistere alle sue performance teatrali in vernacolo. Ed è nel vernacolo che Gorreri trova il motivo trainante delle sue ispirazioni artistiche. Il vernacolo illustrato con quello che sarà il suo stile ironico ed elegante, proteso all’esaltazione giammai all’esasperazione di una caratteristica: con questo stile l’artista crea ‘vignette gentili’, dal taglio ironico e pungente, mai volgare o irriverente. Tecnica di realizzazione: l’acquerello. Gorreri ha illustrato libri, locandine per il Teatro Verdi di Pisa, mostre e personali d’arte. Ha dato un’anima colorata a “Funghi del Parco” di Bandecchi e Vivaldi nel 1991; ai “I sonetti di don Mario” del vernacoliere Don Mario Stefanini nel 2009; e poi ancora a “Coriandoli”, di Dina Paola Cosci nel 2011 e a “Ròbba vecchia e …ròbba nova” del cavalier Galletti Raspolli nel 2012. Nel 2015 diciassette suoi acquerelli sono stati esposti al Caffè dell’Ussero, nella “Mostra degli studenti pisani a Curtatone e Montanara”. Allievo dell’artista Bruno Pollacci, Nicola Gorreri ha perfezionato la tecnica del pennino grazie agli insegnamenti dell’amico pittore Alberto Fremura. “Ho conosciuto Fremura da piccolo -racconta Gorreri- attraverso un suo libro illustrato nel 1976 che ho sempre considerato come una Bibbia. Il destino ha voluto che da adulto lo incontrassi alla Torre di Calafuria condividendo con lui prospettive e immagini”. Ne è nata un’amicizia straordinaria, perché di Fremura, Gorreri ha raccolto umori e confidenze. Si è trattato di una compenetrazione d’arte che ha stimolato il vignettista pisano a prendere ‘di mira’ preti, politici e persino i calciatori del Pisa. Nicola Gorreri conosce anche Nano Campeggi. Entrambi si sono ritrovati membri di giuria in un concorso per artisti. Ne è nata un’altra bella amicizia che li vede legati entrambi ad una ‘ musa Elena ispiratrice’. Quella di Nicola Gorreri però è una bimba di dodici anni che ha la stessa passione per il disegno e che lo ha seguito fino ad ora diventandone la sua prima critica appassionata. È sua figlia, Elena, che ci raggiunge con la mamma Mary. Elena ci sorride, pensando a quanto amore il padre le abbia trasmesso anche attraverso quei lunghi silenzi d’arte: momenti necessari, perché un artista isolandosi possa esprimere nell’opera d’arte tutta l’alchimia di un sentimento per tanti affascinante ma per molti ancora incomprensibile.