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La casa museo di Tiziano Lera

28/06/2018

 by Silvana Iannaccone, ph. Ferruccio Carassale


Sulle colline della Versilia l’esempio di architettura biosistemica a villa La Sughera


Tiziano Lera, architetto urbanista di larga fama, è l’ideatore della cosiddetta architettura biosistemica che tende al recupero delle biomasse. Per Tiziano Lera, l’acqua - in tutte le sue infinite maniere di declinarsi, attraverso l’andamento del terreno, nella crescita delle piante - crea una magia che, mediante il rispetto del percorso solare, rappresenta il suo stile professionale, la sua arte. Lera ha dimostrato la sua equazione creando attraverso l’architettura una equilibrata armonia tra l’ambiente e la costruzione. Nelle sue architetture hanno trovato spazio gli interventi di artisti quali Botero, Cascella, Ciulla, Barberi, Tongiani, Mitoraj ed altri ancora, ma in molti casi è stato lo stesso Architetto ad immaginare allestimenti e realizzazioni di sua ideazione. Nel giardino della sua casa spuntano sculture che sembrano far parte del paesaggio.

Come si riesce a unire arte e natura?
“Per me è normale! Ho sempre visto la bellezza dell’Italia, e della Toscana in particolare, come realtà dove l’arte, soprattutto la scultura, si sposa alla perfezione con il paesaggio. Sono amico di grandi artisti che mi hanno donato nel tempo le opere. Io stesso sono scultore e a casa ho un angolo dove scolpivo il marmo con alcuni amici. Anche la Salamandra di dodici metri e mezzo è stata realizzata lì”. Lera ha dimostrato la reale possibilità di leggere con successo il rispetto per le necessità dell’uomo con quello per la natura. La forma e la funzione di un edificio non sono fini a se stesse ma dialogano con lo spazio e la natura in un perfetto equilibrio. Il suo concetto di architettura è la fusione fra storia, cultura e arte. Tiziano Lera è bioarchitetto nel vero senso della parola, la cui visione è proiettata costantemente nel futuro. Nel suo modo di vedere l’architettura, i materiali prendono forma stuzzicati dalla natura che li circonda. La trasformazione, nell’essenza del progetto, è un valore aggiunto che esalta il paesaggio, ricostruendo l’identità di un luogo dove si vive meglio. Un esempio è il progetto presentato a Shanghai il Grattacielo che non offende il cielo, dove recupera la biomassa con il verde verticale.

Qual è l’attenzione maggiore che un architetto deve avere nel suo progetto?
“Non parlerei di attenzione ma parlerei d’amore. L’architetto deve racchiudere e svelare i sogni di chi viene da lui, deve essere consapevole che va a fare un qualcosa che non è con il suo stile, ma va a vestire i sogni degli altri. Sogni che cerco di realizzare usando materiali che nel tempo acquistano patina e sapore, come ho fatto anche per il mio studio a Forte dei Marmi, sul mare”. Nonostante il destino lo abbia costretto a prove dolorose, Tiziano Lera non ha perso la fiducia nel suo impegno professionale, nel prossimo e nella vita in generale. Oltre alla sublime arte professionale il rispetto e la sensibilità che dimostra lo rendono un Uomo fuori dal comune.