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Esplorando San Gimignano con il naso all´insù

12/09/2018

by Francesca Soldani


Nella Val d’Elsa, il Borgo profuma di trecento tra splendore e curiosità

Premessa: fotografare San Gimignano è un colpo al cuore. Ogni vicolo, ogni odore che danza nell’aria, misto tra un pecorino alle bacche di mirto e lo zafferano, ogni mattone che decora gli edifici medioevali del borgo, conducono, inevitabilmente, ad essere invasi dalla Sindrome di Stendhal.
Ecco perché gli scatti che accompagnano questo racconto storico-culturale sono pensati per avere un’inquadratura dal basso verso l’alto, con l’intento di ritrarre fedelmente le bellezze architettoniche della città lasciando da parte, almeno sul campo del lavoro, le emozioni.
Un consiglio: passeggiate per San Gimignano con il naso all’insù per osservare le sue Torri, un tempo simboli nobiliari di ricchezza e vanto di potere tra le famiglie cittadine. Segnatela quindi nella vostra wishlist: San Gimignano è una tappa imperdibile, una di quelle che non può assolutamente mancare. Immersa nelle magnifiche colline senesi, tra i poggi della Val d’Elsa, questo piccolo gioiello è il pezzo di Toscana che i turisti amano di più; un po’ per la sua storia, un po’ per il suo fascino quasi immortale, un po’ grazie alla sua posizione geografica invidiata da tutto il mondo. Ed è proprio da qui, tra vitigni, campi di grano, un’ottima cucina tradizionale e vino locale, che ci si può immergere in un’atmosfera semplice ma ricca di cultura.

San Gimignano mantiene ancora intatta la sua struttura civica e architettonica trecentesca ed è oggi uno dei migliori esempi europei di organizzazione urbana dell’età comunale.
Ornata e coronata dalle 12 torri che dominano il paesaggio della Valdelsa, la città ha un passato affascinante da raccontare. Fino alla metà del Trecento, San Gimignano è stato un importante centro doganale da/per Pisa e Firenze ed i cittadini avevano proprio il compito di effettuare i controlli doganali lungo l’Arno. Crocevia di commerci e di scambi culturali, in questo borgo facevano tappa i pellegrini che arrivavano dalla Cisa, attraversavano la Lucchesia e la Val d’Elsa per arrivare poi a Siena percorrendo la vicina Via Francigena. Di impianto originariamente etrusco e in seguito romano, nel Medioevo venne ampliata la cinta muraria che oggi conosciamo. Per quanto il Medioevo possa essere stato un “secolo buio”, a San Gimignano si respirava aria di cambiamento grazie alla nascita di nuovi palazzi, chiese e conventi arricchiti da illustri opere d’arte, attorno a Piazza della Cisterna e a Piazza del Duomo. Meta imperdibile, dunque, anche per grandi artisti protagonisti della scuola senese come Simone Martini, Lippo Memmi e Puccio di Bartolo che contribuirono all’arricchimento culturale della città.

Dietro all’odierna San Gimignano si cela però un segreto, quindi attenzione a non farsi ingannare dal suo aspetto scenografico: il borgo, così come è oggi, è stato ricostruito nel tempo. Nell’Ottocento, infatti, su commissione del Granduca di Toscana, l’architetto tedesco Von Klenze avviò importanti opere di restauro della città cambiandone la struttura e riportandola all’antico splendore medievale. Fece riedificare le torri, restaurare le mura e costruire la cinta muraria circolare che caratterizza ora la città.

“Capolavoro del genio creativo umano, San Gimignano porta la testimonianza unica di una civiltà del passato e l´eccezionale esempio di un complesso architettonico e paesaggistico, nonché testimonianza di importanti tappe della storia umana”, così la descrive l’Unesco inserendola nella Word Heritage List.