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Fondazione ANT Italia Onlus

01/10/2018

by Flavia massimi, ph. Alex Fibbi


Il progetto bimbi ANT nel programma toscano

Musica, balletto e moda sono gli ingredienti principali del Gran Galà di Fondazione ANT Italia ONLUS in programma giovedì 18 ottobre nello splendido Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio a Firenze.
Nata nel 1978 a Bologna per opera dell’oncologo Franco Pannuti, la Fondazione ANT Italia ONLUS - la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite - ha curato oltre 120mila persone in 10 regioni italiane Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria e Toscana.
Abbiamo incontrato Simone Martini, delegato ANT dell’area Firenze-Prato-Pistoia che ci ha raccontato qualcosa in più di questa bellissima e importantissima realtà nazionale presente su tutto il territorio.
Qual è l’obiettivo del progetto?
“Il progetto bimbi ANT, attivo sul territorio di Firenze e Pistoia ed in collaborazione con l’ospedale Mayer, si pone l’obiettivo sia di assistere a domicilio i piccoli malati di tumore ma anche quello di fornire assistenza psicologica al bambino e di educare i piccoli con interventi nelle scuole o nelle associazioni sportive ai sani e corretti stili di vita e alla buona alimentazione”.
Perché è importante la raccolta fondi?
“Con la rete di solidarietà che si crea possiamo finanziare a 360° il progetto Bimbi ANT, ma ogni anno c’è bisogno di nuovi investimenti da utilizzare nell’impiego dello staff medico dedicato che continuiamo ad aggiornare ed informare su tutte le nuove tecniche di assistenza, nuovi farmaci ecc. Per queste motivazioni annualmente organizziamo delle iniziative che ci permettono di raccogliere fondi, come il Gran Galà ed il Ballo delle Debuttanti”.
Com’è stata quest’anno la risposta del contesto fiorentino?
“Il Gran Galà è un evento praticamente già esaurito: c’è stata una risposta sempre più importante e positiva da parte del territorio e delle aziende che sostengono l’evento. Quest’anno saremo 330 ma solo per limiti di capienza: è un evento consolidato e atteso, che si esaurisce molti mesi prima perchè è apprezzato dal tutto il contesto fiorentino”.